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Museo archeologico nazionale dell'Umbria

Dal 1948, il Museo archeologico nazionale dell'Umbria è allestito nel complesso dell'ex convento di San Domenico, e si articola in due sezioni, ossia la preistoria e il periodo etrusco-romano.
Gran parte dei reperti ivi esposti giungono da scavi effettuati nell'Ottocento, basti pensare al "sarcofago dallo Sperandio", al "cippo di Perugia" e ai "bronzi arcaici di Castel San Mariano".
Ma non solo, informiamo che alcuni reperti preistorici provengono anche dall’acquisto di una collezione privata, oltre che da campagne di scavo avvenute tra il Novecento e il XX_secolo.
Da ammirare la ricostruzione della tomba dei Cai-Cutu risalente al periodo compreso tra il III e il I secolo a.C..
La prima sala espositiva riguarda la sezione preistorica, e accoglie i materiali provenienti non solo dal territorio umbro ma anche dalle regioni limitrofe, come utensili, armi e ornamenti risalenti alla prima età del bronzo e alla tarda età del ferro.
Il percorso espositivo riguardante il periodo etrusco-romano ha inizio dalle logge del chiostro del convento dove si trovano una serie di urne cinerarie in travertino, al cui interno erano custodite le ceneri dei corpi cremati.
Dopo aver oltrepassato il chiostro, raggiungiamo una sala dove è collocata una statua in bronzo raffigurante Germanico, nipote di Augusto.
Seguono la "stele funeraria di Monte Gualandro" in arenaria, che rappresenta due guerrieri, e il "Sarcofago dallo Sperandio" risalente al periodo compreso tra il 510 e il 500 a.C. .
In questa sezione si trova anche il noto Cippo perugino, un blocco di travertino con un'iscrizione in alfabeto etrusco, databile tra il III e il II secolo a.C., il cui contenuto fa riferimento ad un atto giuridico stipulato tra due famiglie per il possesso di una proprietà.
In ultimo citiamo la tomba etrusca della famiglia dei Cai Cutu, caratterizzata dalla presenza di più camere al cui interno sono state ritrovate circa cinquanta urne cinerarie in travertino, e un sarcofago in arenaria risalente al periodo compreso tra il III e il I sec. a.C. .