Anfiteatro Fausto
L'anfiteatro Fausto di età romana, venne realizzato nei primi decenni del I secolo d.C. in opus reticolatum bicromo.
La facciata è scandita al piano terra da semipilastri in blocchetti di sponga che delimitano campate sia chiuse che aperte con archi, mentre al secondo piano, di cui oggi non rimane traccia, erano presenti delle finestre architravate.
Dell’originaria struttura interna restano tracce dell'ambulacro perimetrale coperto con volta a botte, una serie di ambienti radiali che sostenevano le gradinate, e un secondo corridoio anulare.
Tra il secondo corridoio e il perimetro dell'arena vi era un secondo anello di ambienti radiali ed il podi dotato di un corridoio di servizio.
Da ammirare i due ingressi principali caratterizzati da ampi archi in calcare, nonché una serie di ingressi secondari che si aprono ogni quattro campate.
A seguito della caduta dell’impero Romano, l’anfiteatro ha perso la sua originaria funzione, quale quella di ospitare spettacoli teatrali, cadendo in uno stato di abbandono.
Nel corso del Medioevo, la struttura è stata utilizzata come residenza e lungo religioso.
Nel XIII secolo, l'anfiteatro divenne di proprietà del Comune, che decise di darlo in concessione alla mensa vescovile, al fine di crearvi delle unità abitative, alcune delle quali sono state demolite intorno agli anni ’30.