Palazzo Ducale
Il Palazzo Ducale situato nell'area di piazza San Marco, fu realizzato a partire dal IX secolo in conseguenza al trasferimento della sede ducale da Malamocco all'odierna Venezia.
Dell'originale impianto, distrutto da parte dei ribelli, oggi nulla sopravvive.
Tra il 976 e il 979 seguirono i lavori di ricostruzione ad opera di Pietro I Orseolo, che pensò ad un edificio fortificato costituito da un corpo centrale e da torri angolari, circondato dall'acqua.
Al XII secolo risale una prima ristrutturazione, finalizzata a trasformare la fortezza in un elegante palazzo.
L’attuale impianto è il risultato di una radicale trasformazione avvenuta a partire dal 1340, sotto il dogado di Bartolomeo Gradenigo; a questo periodo risale la conclusione della facciata, i lavori sul lato della piazza e della basilica, nonché i lavori per la Porta della Carta.
Al 1483 risalgono i lavori di rifacimento della parte interna del palazzo con la collocazione della Ponte della Paglia e la realizzazione della Scala dei Giganti, mentre le decorazioni risalgono al periodo tra il 1575 e il 1580 ad opera di Tiziano e Veronese.
Nel XVII secolo il palazzo fu ampliato con l’aggiunta di un corpo di fabbrica denominato Prigioni Nuove e sede dei magistrati incaricati di prevenire e reprimere reati penali; ma la cosa interessante è che questo nuovo edificio era collegato al Palazzo tramite il noto Ponte dei Sospiri che sostanzialmente collegava il tribunali, alle prigioni.
Dopo la caduta della Repubblica di Venezia, l’edificio non venne più utilizzato come sede del principe e delle magistrature, ma fu adibito a sede di uffici amministrativi, mentre le prigioni, denominate Piombi, conservarono la loro funzione, fino all’attuale destinazione a museo.
Il Palazzo Ducale si sviluppa su tre ali e attorno ad un ampio cortile centrale porticato.
Le facciate principali dell’edificio in stile gotico-veneziano sono l’una rivolta verso la piazzetta e l’altra affacciata verso il molo.
Entrambe si sviluppano lungo dei colonnati sovrastati da un corpo marmoreo con grandi finestroni ogivali e monumentali balconi e un coronamento di guglie.
I loggiati a colonnine ed archi ogivali traforati sono sorretti dal portico al piano terreno, mentre la facciata rivolta verso il molo è caratterizzata da capitelli trecenteschi e sculture angolari.
L’ingresso monumentale del palazzo è chiamato Porta della Carta a seguito della tradizione di affiggervi le nuove leggi e decreti.
Realizzata in stile gotico da Giovanni e Bartolomeo Bon, la porta presenta un ricchissimo impianto scultoreo e decorativo; nei due pinnacoli laterali sono raffigurate le Virtù Cardinali e il busto dell’Evangelista sovrastato dalla figura della Giustizia con spada e bilancia, mentre nella parte centrale vi è la raffigurazione del doge Francesco Foscari nell’atto di inginocchiarsi davanti al leone marciano.
Accesso principale al cortile è la Porta della Carta, che, attraverso l' Androne Foscari, lungo ambiente di passaggio addossato alla basilica, conduce all'arco trionfale dedicato allo stesso doge Francesco Foscari. Il passaggio indirizza direttamente alla monumentale Scala dei Giganti, addossata alla facciata orientale.
Le due facciate interne del cortile del palazzo, delimitato da portici, sono in mattoni ed hanno il caratteristico aspetto gotico veneziano.
Peculiare è la Scala dei Giganti realizzata tra il 1483 e il 1491 su progetto di Antonio Rizzo e così chiamata perché ospita due statue marmoree del Sansovino raffiguranti Marte e Nettuno.
Lo scalone che collega il cortile alla loggia interna del primo piano prosegue con la Scala d'Oro, così chiamata per le decorazioni in stucco bianco e foglia d'oro zecchino della volta.
Questa scala fu realizzata tra il 1555 e il 1559 e conduce su due rampe dal piano delle logge ai due piani superiori.
Il tanto citato piano delle Logge, che circonda il palazzo dall'interno e dall'esterno, ospita una serie di ambienti destinati all'amministrazione e ai servizi del palazzo, nonché la Cancelleria Ducale Inferiore, la Sala dello Scrigno, la Sala della Milizia da Mar.,
Tra gli ambienti ubicati lungo il loggiato e destinati alla giustizia amministrativa ricordiamo la Sala dei Censori, la Sala dell'Avogaria de Comùn, entrambi i quali conducevano al Ponte dei Sospiri.
Il piano nobile del Palazzo Ducale accoglie, invece, gli ambienti riservati al Doge e quelli destinati alle riunioni e alle votazioni del Maggior Consiglio.
Gli ambienti destinati al principe, accessibili dall'atrio al termine della prima rampa della Scala d'Oro, sono:
la Sala degli Scarlatti, destinata ai Consiglieri Ducali; la Sala degli Scudieri, destinata agli scudieri del Doge;
la Sala dello Scudo dove il doge dava udienze private e banchetti; la Sala Grimani', la Sala Erizzo e la Sala Priuli, destinate alla vita privata del Doge e infine la Sala dei Ritratti e la Sala Corner.;
Al primo piano oltre appartamenti ducali ci sono anche gli ambienti giudiziari, quali: la Sala del Magistrato alle Leggi, destinata ai Conservatori ed esecutori delle leggi; la Sala della Quarantia Criminal, dedita alla giustizia penale e alla sovrintendenza delle finanze e della moneta; la Sala dei Cuoi che custodiva l'archivio della Quarantia; la Sala della Quarantia Civil Vecchia, destinata alla giustizia e infine la Sala dell'Armamento.
L’ambiente principale del Palazzo Ducale è la Sala del Maggior Consiglio collocata sull'angolo tra il molo e la piazzetta e aveva la funzione di ospitare le riunione del Maggior Consiglio, assemblea sovrana dello Stato veneziano.
La sala fu ristrutturata nel XIV secolo e le decorazioni furono affidate al Guariento, a Gentile da Fabriano, al Pisanello e Jacobello del Fiore.
Nel 1577 nonostante fosse stata distrutta dal fuoco, fu nuovamente decorata da Veronese, Tintoretto e Palma il Giovane.
Sotto il soffitto è presente un fregio che riproduce i ritratti dei primi settantasei dogi della storia veneziana che recano nelle loro mani un cartiglio dove sono riportate le opere più importanti del loro dogado.
Nell'ala rivolta verso la piazza si trova la sala dello Scrutinio, luogo deputato agli scrutinii, la cui decorazione comprende un ciclo di affreschi a carattere militare riguardanti le conquiste della Repubblica.
Al secondo piano del palazzo, che termina con l’Atrio Quadrato, ospita: la Sala delle Quattro Porte, le Sale dell'Anticollegio e del Collegio caratterizzate sul fondo dalla presenza del podio con il trono ducale e gli scranni riservati alla Signoria, e infine la Sala del Senato con splendidi intarsi e dorature.
Gli ambienti giudiziari del secondo piano sono: la Sala del Consiglio dei Dieci, le cui decorazioni seguono tempi legati alla giustizia, e la Sala della Bussola così chiamata per la presenza della grande bussola lignea che conduce agli ambienti giudiziari adiacenti.
Gli ambienti dell'Amministrazione del Palazzo Ducale sono: la stanza del Notaio Ducale, e quella del Deputato alla Segreta del Consiglio dei Dieci.
Tutta la parte sotterranea del palazzo è occupata dalle prigioni dove prendevano posto i prigionieri inferiori per ceto sociale e che erano umide e malsane, da qui la denominazione “Pozzi”; mentre al disotto del tetto vi erano i Piombi, vale a dire le prigioni dei nobili e dei ricchi